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Chatbot AI per studi legali

Un chatbot progettato per il contesto legale: qualifica i contatti prima di arrivare all'avvocato, risponde alle domande di procedura, e lo fa rispettando segreto professionale, deontologia e GDPR.

Uno studio legale riceve ogni giorno richieste di informazioni che, nella maggior parte dei casi, non diventeranno mandati: persone che vogliono capire "quanto costa una separazione", "come funziona il ricorso al giudice di pace", "che documenti servono per una successione". Rispondere a tutte manualmente costa tempo prezioso; ignorarle costa credibilità e — spesso — quel 10-20% di richieste che invece sarebbero clienti reali. Un chatbot AI ben impostato risolve entrambi i problemi: filtra le domande generiche, fornisce risposte utili nei limiti deontologici, e passa solo i contatti qualificati al professionista.

Cosa può fare (e cosa non deve fare) un chatbot per uno studio legale

Il tema deontologia e privacy

Un chatbot per uno studio legale non è un chatbot generico. Ci sono due dimensioni normative che vanno rispettate fin dalla progettazione. La prima è deontologica: il Codice Deontologico Forense vieta la promessa di risultati e limita le forme di pubblicità comparativa; il chatbot deve essere addestrato per informare, non per convincere o promettere. La seconda è la privacy: qualsiasi richiesta contiene dati personali e, spesso, dati particolari (salute, orientamento sessuale, precedenti penali). Serve una base giuridica di trattamento chiara, l'informativa fornita in apertura di conversazione, la minimizzazione dei dati raccolti, e la scelta di un'infrastruttura tecnica compatibile con il GDPR — che è molto meno scontata di quanto sembri quando si usano servizi generalisti stranieri.

Come lavoriamo

Partiamo dall'ascolto: raccogliamo le 20-30 domande che lo studio riceve più spesso e le rispose che vorrebbe dare, poi le trasformiamo in un chatbot che risponde in modo naturale e coerente. Impostiamo i limiti — cosa può dire, cosa non deve mai dire, quando deve passare la conversazione a un umano — e integriamo l'output con il gestionale o il CRM dello studio, così ogni contatto qualificato arriva già strutturato. Testiamo tutto insieme al professionista prima di andare online, poi affianchiamo lo studio nei primi mesi per raffinare le risposte in base a quello che effettivamente chiedono i visitatori.

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