Un contratto vago, per un servizio che di sua natura è già difficile da valutare dall'esterno, è il modo più comune per restare delusi.
Molte PMI scelgono un'agenzia di marketing digitale basandosi solo sul prezzo o su una prima buona impressione, per poi scoprire dopo qualche mese di non avere risultati misurabili né chiarezza su cosa sia stato effettivamente fatto. Ecco le domande che vale la pena fare prima di firmare qualsiasi contratto.
Richiedi un elenco concreto delle attività previste (numero di contenuti, ore di gestione campagne, report periodici), non solo una descrizione generica come "gestione social" o "SEO".
Un'agenzia seria imposta un tracciamento chiaro (Google Analytics, obiettivi di conversione) e ti dà accesso diretto ai tuoi account pubblicitari e analitici. Se non hai accesso ai tuoi stessi dati, in caso di cambio agenzia parti da zero.
Sito, dominio, account pubblicitari e pagine social dovrebbero essere sempre intestati alla tua azienda, non all'agenzia. È una delle cause più frequenti di blocco quando un rapporto finisce in modo conflittuale.
Un report mensile chiaro, con numeri concreti (contatti generati, costo per contatto, traffico), è il minimo per capire se l'investimento sta funzionando. Diffida di report solo qualitativi o senza numeri confrontabili nel tempo.
Contratti con vincoli lunghi (12-24 mesi) senza possibilità di uscita anticipata riducono la tua libertà di cambiare se i risultati non arrivano. Un preavviso ragionevole (es. 30-60 giorni) è un segnale di un'agenzia che si fida del proprio lavoro.
Un'agenzia con referenze reali e verificabili, magari in un settore simile al tuo, è un indicatore più affidabile di qualsiasi promessa fatta in fase di vendita.
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